XIBALBA

un romanzo di Bruno Rosati

Xibalba

di Bruno Rosati, postato il 30 maggio 2019

Cosa hanno in comune un ex senatore degli Stati Uniti caduto in disgrazia, dei documenti top-secret sottratti al Pentagono, una coppia in luna di miele e il Libro dell'Apocalisse?
Quando l'ex senatore Ronald Sellers viene barbaramente ucciso su di un marciapiede di Città del Messico, tutto precipita in un vortice di avvenimenti.
Scendere nelle grotte di Xibalba, oltre che a salvarsi la vita, servirà per rilevare un inaspettato capitolo della storia.


Xibalba è disponibile su:



in versione sia cartacea sia elettronica Amazon Kindle:



Perché Xibalba?
Xibalba, la cui pronuncia è "Scibalbà" oppure "Csibalbà" è il mondo di sotto che una tradizione ricollegabile al Popul Vuh, definisce come il luogo dove vivono le anime dei defunti.
Un'altra tradizione considera invece Xibalba un regno dominato da dodici Signori, probabilmente alieni, che seppure non immortali vivono molto più a lungo degli uomini. Ciascuno di questi Signori governa una condizione legata alla morte.
Nelle grotte di Xibalba, oltre ai Signori, vivono molti schiavi, tribù di ominidi mai evolutisi e che in talune credenze sono considerati demoni portatori di malattie.
Questo mondo nascosto mi è parso ideale per calarvi la vicenda umana e pseudo-profetica riguardo al futuro.
Un luogo fatto di grotte e dove, considerando un originalissimo collegamento tra il mito maya e il canone profetico del Libro della Rivelazione

"i re della terra e i grandi, i capitani, i ricchi e i potenti, e infine ogni uomo, schiavo o libero ..." potrebbero essersi nascosti millenni e millenni fa!


  • Xibalba: l'inizio del primo capitolo del mio romanzo. I due protagonisti principali, Michael e Carmen, sembrano iniziare la più dolce delle "lune di miele". Impensabile quello che sta per scatenarsi.
  • Perché il libro della Rivelazione insieme al mito maya?
    Cercavo un luogo buio e profondo, cavernoso e simile a un labirinto. Un luogo nel quale fosse possibile rappresentare gli stati d'animo e le intimità più recesse della mente umana. Il punto più oscuro dell'essere quindi ma dal quale è possibile elevarsi e raggiungere la Conoscenza.
    Una Conoscenza che oltre al riscatto personale può portare alla salvezza del mondo. "Solo chi conosce sa!"
    Il libro della Rivelazione, nella sua visione profetica, dopo averne elencate sei, sembra alludere a una settima, ultima epoca e questa si posiziona in un arco temporale che è possibile definire per mezzo della precessione degli equinozi, le case zodiacali e l'anno cosmico.


  • 12040 a.C. Creazione dell'Homo sapiens-sapiens; 10948 a.C. Inizio dell'Era del Leone; 10348 a.C. Epoca del Diluvio; quindi l'inizio del silenzio del cielo che coincide con il riposo del Creatore ("E il settimo giorno il Signore Dio riposò"). Questo lungo silenzio avrà termine al raggiungimento dei 144mila anni dell'arco profetico; 2510 d.C. Il primo dei tre "Guai!"
  • L'interpretazione della visione del profeta
    Nella visione apocalittica di Giovanni, c’è il cosmo con un centro che è Dio, Sole potente che irradia la sua straordinaria potenza. Tutt’intorno a questo ci sono 24 scanni dove siedono dei re: questi rappresentano il tempo che scorre e sono dei saggi anziani. Sono gli anni che passano e che quindi hanno acquisito la conoscenza di ciò che è stato.
    Ai quattro lati del cosmo ecco posti i quattro esseri viventi con SEI ali ciascuno e dall’aspetto diversificato tra loro:

  • Il primo, quello in alto, ha l’aspetto del LEONE
  • Il secondo, quello ad est, aveva l’aspetto di un VITELLO
  • Il terzo vivente, quello in basso, aveva l’aspetto di un UOMO
  • Il quarto, ad ovest, era simile ad un’AQUILA mentre vola.
  • Il significato ora diventa chiaro: questi sono i quattro segni cardinali che costituiscono la base del cerchio zodiacale: il Leone, il Toro, l’Acquario (che una volta era considerato “uomo” e ancora prima “angelo”) e il quarto che, dopo essere stato assegnato alla costellazione dell’Aquila, fu stabilito nel Sagittario. Questi sono i quattro segni cardinale, i pilastri dell’universo. Uno dall’altro distano 6480 anni, a poli contrapposti ovviamente il doppio, ossia 12960 anni e dove, infine, un giro zodiacale intero, dura 25920 anni. È all’interno di questi numeri e nell’allora imperante suddivisione del cielo in case zodiacali (dodici) che si svolge la visione del profeta. Questa verte su di un arco temporale di 144mila anni. Da dove si ricava questo numero? Subito dopo l’apertura del sesto sigillo che vedremo in dettaglio più avanti, ma che, nello specifico del numero dice:

    “Poi udii il numero di coloro che furon segnati con il sigillo:
    centoquarantaquattromila, segnati da ogni tribù dei figli d’Israele …”

    Questo numero è il totale simbolico delle “anime di coloro che furono immolati a causa della parola di Dio e della testimonianza che gli avevano resa.” E al riguardo dice ancora Giovanni, che a ciascuna di queste anime venne data una veste candida e che fu chiesto di pazientare ancora, ovvero aspettare che il numero dei centoquarantaquattromila segnati fosse completo.

    “i loro fratelli che dovevano essere uccisi come loro.”

    Paragonando le visioni con ipotetiche situazioni geofisiche e geopolitiche, ho quindi provato, muovendo nell’arco dell’ipotetico tempo profetico, a ricostruire gli eventi degli ultimi sigilli aperti: il sesto e il settimo. Quest’ultimo, in particolare, mi ha permesso di paragonare quanto descritto nei “sette squilli di tromba” e nei “tre guai”, con quanto è ipotizzabile anche in ambito scientifico. Quella che segue, oltre a rappresentare lo storyboard del trailer che ho realizzato per la presentazione di XIBALBA, è anche la resa (chissà quanto) fantasiosa di una serie di protocolli e modelli pseudo-scientifici che, nel romanzo, ipotizzo siano stati sottratti al Pentagono.


    SESTO SIGILLO

    Nel libro della Rivelazione, il racconto della visione di Giovanni verte sull'apertura dei SETTE SIGILLI che chiudono il LIBRO a forma di rotolo. Ogni volta che l'Agnello ne apre uno, si produce una parte temporale della visione. Questo ha permesso, tra le varie interpretazioni, anche quella di rapportare i sigilli alle ere precessionali che gli antichi (astrologi babilonesi in particolare) usavano come riferimento per suddividere il cielo e contare il tempo attraverso lo "spostamento" delle stelle rispetto alla Terra (in realtà, come sappiamo oggi, si tratta del contrario). L'era precessionale, o per adeguarci ai tempi, la precessione degli equinozi è in realtà il movimento rotazionale che la Terra compie su stessa (detto NUTAZIONE) e che modifica l'orientamento dell'asse terrestre di rotazione rispetto alle stelle fisse. Si tratta del movimento che ci ritroviamo a seguire facendo girare una trottola su se stessa e vederla dondolare su un asse immaginario.
    L'idea dei sigilli come ere, mi è piaciuta a talpunto che una volta fatta mia, mi ha permesso di sviluppare l'espediente su cui ho creato la trama di XIBALBA che, a sua volta, mi ha permesso di mettere in evidenza non tanto gli eventi passati, quanto quelli futuri, benché così prossimi da essere vicini a procurare i loro effetti.

    Quando l'Agnello aprì il sesto sigillo, vidi che vi fu un violento terremoto.
    Il sole divenne nero come sacco di crine, la luna diventò tutta simile al sangue,
    le stelle del cielo si abbatterono sopra la terra, come quando un fico,
    sbattuto dalla bufera, lascia cadere i fichi immaturi.
    Il cielo si ritirò come un volume che si arrotola e tutti i monti e le isole
    furono smossi dal loro posto. Allora i re della terra e i grandi, i capitani,
    i ricchi e i potenti, e infine ogni uomo, schiavo o libero, si nascosero tutti
    nelle caverne e fra le rupi dei monti; e dicevano ai monti e alle rupi:
    Cadete sopra di noi e nascondeteci dalla faccia di Colui che siede sul trono
    e dall'ira dell'Agnello, perché è venuto il gran giorno della loro ira,
    e chi vi può resistere?



    SETTIMO SIGILLO

    Il racconto della vita degli uomini parte da dopo il mito del Diluvio Universale o della Grande Onda. Da quel tempo, aperto il settimo sigillo, il cielo, così come dice il profeta, ha fatto silenzio per circa mezzora. La comprensione delle frasi profetiche passa sempre per una conoscenza diversa, spesso inconscia e sempre, comunque sempre, per l'interpretazione dei dettagli e dell'uso di simbologie e raffigurazioni. Scrivere "si fece silenzio nel cielo per circa mezz'ora" può significare qualcosa meno della metà di un tempo (ora). Questo tempo però, a quanto corrisponderebbe? Quale unità di misura va adottata? A cosa e quanto equivale mezzora di cielo?
    Ecco, noi siamo al termine di questa mezzora di cielo. Sono passate completamente le prime sei ere e della settima, ancora in corso, non ancora si sono avute le manifestazioni profetizzate come SETTE SQUILLI DI TROMBE. Sui contenuti visionari di questi sette squilli di trombe si concentrano tutti gli studiosi dell'ambito esoterico.
    Nel mio piccolo, ho voluto darne una rappresentazione che oltre a stabilire un arco temporale a vista zodiacale, può fornire delle inquietanti assonanze con eventi leggibili e riconoscibili attraverso le conoscenze raggiunte dalla scienza a livello climatico ed astronomico e, per altre situazioni, avere anche riscontri in ambito geopolitico e militare.

    Quando l'Agnello aprì il settimo sigillo, si fece silenzio nel cielo per circa mezz'ora.
    Vidi che ai sette angeli ritti davanti a Dio furono date sette trombe.
    Le preghiere dei santi affrettano la venuta del grande giorno.
    Poi venne un altro angelo e si fermò all'altare, reggendo un incensiere d'oro.
    Gli furono dati molti profumi perché li offrisse insieme con le preghiere
    di tutti i santi bruciandoli sull'altare d'oro, posto davanti al trono.
    E dalla mano dell'angelo il fumo degli aromi salì davanti a Dio,
    insieme con le preghiere dei santi.
    Poi l'angelo prese l'incensiere, lo riempì del fuoco preso dall'altare
    e lo gettò sulla terra: ne seguirono scoppi di tuono, clamori, fulmini
    e scosse di terremoto.





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